Il pugilato è uno sport antico, già praticato nell’antica Grecia e nell’antica Roma, ma solo nel 1700 iniziò a strutturarsi come sport in un’accezione più moderna sebbene ancora distante da come lo conosciamo oggi.

La diffusione del pugilato viene attribuita a James Figg, un pugile inglese del 1695, che fondò una propria scuola e organizzò campionati sia in Inghilterra che in Francia. Più tardi, nel 1734, il suo allievo Jack Broughton, scrisse le prime regole fondamentali del pugilato, chiamate “London Prize Ring rules” e introdusse l’uso dei guantoni da combattimento. Un altro importante contributo fu la sua tecnica del colpire e ritirarsi e del fermarsi e bloccare il colpo avversario, superando l’idea di combattimento violento e concentrandosi su uno stile più armonioso tra difesa ed attacco.

Nel corso degli anni si susseguirono diversi campioni, alcuni di questi portarono alla scandalo per comportamento disonesto. Intorno alla boxe, infatti, giravano diversi interessi economici e poteva accadere che gli incontri venissero truccati con grande disapprovazione del pubblico che spesso effettuava delle scommesse. Proprio questo clima portò, a nome di John Sholto Douglas e John Graham Chambers, alla redazione delle regole del marchese di Queensberry che contenevano i fondamenti della boxe di oggi: l’uso dei guantoni diveniva obbligatorio, il combattimento avveniva in più riprese di 3 minuti con un intervallo. Non vi erano limiti nella quantità di riprese che venivano concordate prima dell’incontro.  Se il pugile non si riprendeva dai colpi subiti entro 10 secondi, l’incontro veniva considerato perso (KO) e l’avversario doveva attendere il conto alla rovescia dell’arbitro. Le competizioni venivano divise in classi di peso: leggeri, medi e massimi.

L’introduzione di queste regole resero la boxe uno sport meno violento e con il termine “boxe scientifica“ vennero tenute più in considerazione caratteristiche come destrezza, furbizia, agilità a discapito della mera forza.

Nei primi anni del 1900, il pugilato si diffuse negli USA  e vennero introdotte nuove norme nel regolamento, introdotte nuove classi di peso, imposti limiti di durata del match e vennero istituiti i giudici di gara.

Nel 1916 nacque, in Italia, la Federazione Pugilistica Italiana (FPI) e, nel 1920, si svolsero i primi campionati italiani.

Tra i grandi pugili di tutti i tempi, ricordiamo Rocky Marciano (1952), rimasto imbattuto fino al suo ritiro; Cassius Clay (1964), conosciuto anche come Muhammad Ali, e Mike Tyson (1980-90).

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